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 Perché un growth hacker non è un marketer? E perché il growth hacking non è una strategia di web marketing? Scopriamolo insieme…

 

Hai detto growth hacking? La prima volta che ho sentito questo termine è stata tre anni fa durante un seminario. Ti confesso che non sapevo bene neanch’io di cosa si trattasse. Né sapevo chi fosse o cosa facesse un growth hacker.

Capirai, il termine hacker, per chi come lavora nel web marketing, richiama sempre alla mente il pirata informatico. Difficile pensare che “to hack” significhi anche tagliare. Almeno non subito.

E allora ti confesso che appena tornato a casa ho iniziato a informarmi per capire cosa fosse davvero questo growth hacking.

 

Cosa è esattamente il Growth Hacking?

Il growth hacking come ti dicevo è un approccio multidisciplinare e quindi i growth hacker utilizzano diverse strategie di marketing dall’email marketing al copy persuasivo, dal Seo alle strategie virali allo scopo di aumentare il tasso di conversione e ottenere una rapida crescita del numero di utenti.

Alcuni considerano il growth hacking come una parte dell’ampio e variegato ecosistema del web marketing.

Perché? Beh, se ci pensi, in molti casi le strategie, le tecniche e i tools utilizzati dai growth hacker non sono diversi da quelli di un web marketing strategist.

  • Analisi dei siti web
  • Content marketing
  • Social media marketing
  • A / B test

Chi è il growth hacker

growth hacker

Beh, la definizione più diffusa sembra essere questa: il growth hacker è colui che si concentra sulla crescita (del business) attraverso l’uso di una metodologia empirica.

Una sorta di “pirata della crescita”, anche se di piratesco mi sembra ci sia ben poco.

Già, perché non devi immaginarti il growth hacker come il classico ragazzino nerd americano che dal computer della sua camera “buca” le difese di multinazionali e governi.

No, niente di tutto ciò.

Pensa piuttosto ad un professionista del web e della comunicazione, un web marketing strategist con un background e un approccio multidisciplinare. Insomma, pensa ad un ottimo web marketing strategist ed avrai un growth hacker, se non vuoi andare troppo per il sottile.

Il modo migliore per capire cosa è il growth hacking e ciò che sa fare un growth hacker fare è prima di tutto quello di capire che cosa si intende con il termine hacker.

Un hacker è qualcuno che è più interessato a conseguire un obiettivo che al modo in cui lo si raggiunge. In altre parole, gli hacker si preoccupano maggiormente di quello che vogliono ottenere rispetto ai metodi utilizzati.

Ed è per questo che gli hacker spesso utilizzano modi innovativi (anche se non sempre legali e ortodossi) per fare le cose.

Un growth hacker è un hacker il cui obiettivo è quello di far crescere il numero di utenti per un azienda oppure un prodotto o servizio specifico. Molte persone considerano la crescita degli utenti come una mera funzione di marketing, questo presuppone che ci sia solo un modo per ottenere gli utenti, ovvero il marketing.

Sul web ho trovato questa definizione che mi piace particolarmente perché restituisce un’immagine romantica, quasi epica del growth hacker.

Un growth hacker trova una strategia all’interno dei parametri di un metodo empirico e ripetibile per la crescita. Un hacker crescita vive nell’intersezione tra dati, prodotto e marketing”.

Infatti, nel corso degli ultimi anni abbiamo visto nuovi prodotti crescere da una base di zero a milioni di utenti con poca o nessuna strategia di marketing dietro. Almeno in apparenza.

Ok, riassumendo un growth hacker è una figura che si focalizza sulla crescita, è ossessionato dalla crescita e la raggiunge attraverso metodi innovativi e anche non convenzionali.

Secondo Wikipedia, “…a differenza dei web marketer tradizionali i growth hackers utilizzano strategie a basso costo ed innovative, come ad esempio Social Media e Viral Marketing, ed è per questo che il growth hacking è particolarmente indicato per Startup e PMI”.

 

Paypal, case history di growth hacking

Ridefinire.

La parola d’ordine nel growth hacking sembra essere quella di ridefinire un prodotto,

Più di una volta, sentendo parlare di growth hacking, tra i case history di maggior successo viene citato quello di Paypal.

La storia è questa: Paypal aveva bisogno di crescere ed acquisire sempre più utenti.

Ovviamente i vertici avevano preso in considerazione i classici canali di marketing per promuoversi, stimando che il costo per acquisire ogni nuovo utente fosse di 20 dollari.

I numeri dicevano che acquisire ogni utente costava 20$ e ne rendeva mediamente 10.

Una perdita secca di 10 dollari per utente.

Ma sai che c’è – immagino che abbiano pensato così i growth hacker di Paypal – invece di perderli, questi 10 dollari li regaliamo!

Dieci dollari in regalo ad ogni nuovo utente che apre un conto Paypal e altri 10$ a chi ci porta un amico.

Risultato? Nel 2014 Paypal aveva 160 milioni di utenti attivi in 203 paesi, e gestiva trasferimenti per oltre 200 miliardi di dollari al trimestre in 26 valute diverse.

Non è tutto merito del growth hacker. Anche perché la domanda che mi faccio io è questa: quanti vertici aziendali avrebbero avuto il coraggio di accettare una proposta come quella di Paypal?

E non oggi, ma dieci e più anni fa. Paypal è stata fondata nel 1998 e dal 2002 al 2015 è stata una società controllata di eBay.

Serviva coraggio. Non incoscienza, ma una buona dose di coraggio per pensare (e agire) fuori dagli schemi.

 Riassumendo

Dai un’occhiata a questa infografica che spiega il growth hacking. E tu cosa ne pensi?

growth hacking infographic

La vera domanda è….

La vera domanda è: il Growth Hacking è la professione del futuro?

Arrivare alla fine di questo articolo dicendoti che non so rispondere a questa domanda o scegliere formule molto convenzionali tipo “staremo a vedere” non mi piace.

Non è facile rispondere.

Ho letto che negli States, oggi, lo stipendio medio di un Growth Hacker si aggira intorno agli 80 mila dollari all’anno.

Niente male.

Tempo fa un articolo sulla versione online di una nota rivista titolava: “Growth Hacking Marketing: come diventare il professionista più voluto dalle aziende”. Segno che forse questa non è già più la professione del futuro. Al massimo del presente, non credi anche tu?

Ma una cosa è certa: scegliere di avvalersi di un web marketing strategist completo  competente o di un growth hacker può davvero cambiare le sorti di un business.

Pensare fuori dagli schemi e avere il coraggio di percorrere strade nuove non è prerogativa solo degli hacker ma di tutti gli imprenditori di successo.

Il web ha potenzialità infinite ed occasioni incredibili. Coglierle è sempre più difficile ma questo non significa che non ci siano. Anzi. Ogni giorno o quasi leggiamo di start up che hanno ottenuto successi incredibili partendo magari con poche migliaia di dollari in tasca.

Ti voglio lasciare con due citazioni che mi piacciono particolarmente.

Una è del medico e scrittore statunitense Oliver Wendell Holmes e recita:“L’intuizione di un istante talvolta vale una vita di esperienza”.

E l’altra è di uno dei miei maestri, Joe Vitale: “L’universo ama la velocità. Appena avete un’intuizione, agite. Dentro di voi sapete che volete fare qualcosa. Può essere iniziare un’attività, mettere in piedi un servizio, scrivere un libro, può essere qualunque cosa, ma una cosa tutta vostra“.

Che tu abbia la stoffa del growth hacker o no, se hai intuito e (soprattutto) se hai il coraggio di seguire le tue intenzioni, sei sulla strada giusta per avere successo.


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