L’art.25 del decreto legge n.34, cosiddetto decreto Rilancio, ha previsto un contributo a fondo perduto per gli imprenditori colpiti da Covid-19.

In attesa del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate che stabilirà le modalità per richiedere il contributo, ecco una sintesi della normativa.

✅ A chi spetta il contributo

Il contributo spetta ai titolari di partita iva che esercitano:

  • Attività d’impresa con ricavi non superiori a 5 milioni di euro nel 2019
  • Lavoro autonomo con compensi non superiori a 5 milioni di euro nel 2019
  • Attività agricola, nei limiti dell’art. 32 testo unico 917/86

In queste categorie rientrano pertanto industriali, commercianti, artigiani, coltivatori diretti, allevatori, lavoratori autonomi, attività di servizi, in forma individuale o societaria.

Presupposto fondamentale: il possesso della partita iva.

Per comprendere esattamente chi rientra bisogna esaminare i soggetti che sono esclusi.

 

⛔ Soggetti esclusi dal contributo

Non possono presentare l’istanza per ottenere il contributo:

  • Le partite iva cessate alla data della presentazione della domanda
  • Gli enti pubblici
  • Gli intermediari finanziari
  • Liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata che hanno diritto al bonus 600 euro di cui all’art.27 d.l.18/20
  • Titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa iscritti alla Gestione Separata che hanno diritto al bonus 600 euro di cui all’art.27 del d.l. 18/20
  • Lavoratori dello spettacolo che hanno diritto al bonus 600 euro di cui all’art.38 del d.l.18/20
  • Lavoratori dipendenti
  • Professionisti iscritti ad una cassa di previdenza obbligatoria

 

🔺 Condizione per ottenere il contributo

Si deve raffrontare il fatturato (o i corrispettivi) del mese di aprile 2020 con quello di aprile 2019.

La norma afferma che il fatturato di aprile 2020 deve essere inferiore ai 2/3 del fatturato di aprile 2019.

Esempio:

  • fatturato aprile 2019: € 15.000
  • i 2/3 sono pari ad € 10.000
  • il fatturato di aprile 2020 deve essere inferiore ai 2/3 cioè inferiore ad € 10 mila

Possiamo arrivare allo stesso risultato se ragioniamo in termini di riduzione del fatturato di almeno 1/3

Fatturato aprile 2019: € 15.000

1/3 è pari ad € 5000

Fatturato ridotto di 1/3 € 10 mila

Il fatturato di aprile deve essere inferiore ad € 10 mila

 

Soggetti che otterranno il contributo senza dimostrare la riduzione del fatturato

Non deve rispettare la condizione della riduzione del fatturato di aprile 2020 rispetto ad aprile 2019:

  • Chi ha iniziato l’attività dal 1° gennaio 2019
  • Chi ha la sede nei comuni dove è insorta l’emergenza Covid-19

✅ Calcolo del contributo a fondo perduto

Il contributo spettante è calcolato applicando una percentuale alla riduzione del fatturato di aprile 2020 rispetto ad aprile 2019 e cioè:

  • 20% per chi dichiara ricavi (o compensi) 2019 fino a 400 mila euro
  • 15% per chi dichiara ricavi (o compensi) 2019 oltre 400 mila fino ad 1 milione di euro
  • 10% per chi dichiara ricavi (o compensi) 2019 oltre 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro

Riprendendo l’esempio di prima

Fatturato aprile 2019 € 15.000

Fatturato aprile 2020 € 8.000

Riduzione del fatturato € 7.000

Il contributo sarà del 20% di € 7.000 cioè di € 1.400 (per chi ha un fatturato 2019 fino a 400 mila euro)

✅ Contributo minimo spettante

A coloro che hanno diritto al contributo, spetta un contributo minimo di € 1.000 per le persone fisiche e di € 2.000 per le società.

Quindi, se dal calcolo uscirà un importo inferiore ad € 1.000 per le persone fisiche, spetterà comunque un contributo minimo di € 1.000 (mentre in caso di società spetterà sempre il contributo minimo di € 2.000).

✅   Contributo esente da imposte

Sul contributo a fondo perduto non sono dovute imposte

🔺 Come si richiede il contributo

  • Il contributo si potrà richiedere entro 60 giorni dall’avvio della procedura telematica sul sito dell’Agenzia delle Entrate, con accredito sul proprio conto corrente.
  • Si deve attendere pertanto il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.
  • La domanda potrà essere presentata anche dal commercialista delegato al cassetto fiscale o alla fattura elettronica.
  • L’istanza contiene anche l’autocertificazione per la regolarità antimafia.

🔺 Controlli dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza

Tutti quelli che richiederanno il contributo saranno inseriti in un elenco condiviso tra Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza, per le attività di controllo.

🔺 Contributo non spettante

Nei casi in cui il contributo non sia spettante (ad esempio per errore) l’Agenzia delle Entrate applicherà una sanzione che va dal 100%  al 200% del contributo non dovuto, senza possibilità di definizione agevolata (riduzione sanzione).

Nei casi più gravi, di utilizzo di documenti falsi o di dichiarazioni non vere, si applica l’art.316-ter del codice penale, con la reclusione da 6 mesi a 3 anni.

🔺 Cessazione attività dopo l’erogazione del contributo

In questi casi, chi ha firmato l’istanza ha l’obbligo di conservare tutta la documentazione giustificativa del contributo ottenuto, per poterla esibire in caso di controllo.

Se il contributo non dovesse spettare, l’Agenzia delle Entrate potrà procedere contro di lui per recuperarlo.

🔺 Fascicolo del Contributo a fondo perduto

E’ importante conservare tutta la documentazione da cui si rileva il diritto al contributo.

Potrebbe essere richiesta in caso di controllo ed è quindi bene avere tutti i documenti pronti.

In sostanza, si consiglia di predisporre un fascicolo nel quale documentare il fatturato di aprile 2020 e aprile 2019, la dichiarazione dei redditi del 2019 ed i relativi calcoli.

Punti in attesa di chiarimenti

L’art.25 presenta alcuni punti non molto chiari su cui si spera faccia luce l’Agenzia delle Entrate con il provvedimento in attesa di pubblicazione.

Soggetti esclusi

Uno degli interrogativi riguarda il rapporto tra il bonus di 600 euro ed il contributo a fondo perduto.

Chi non ha diritto al bonus ha diritto invece al contributo a fondo perduto?

In base alla norma ad esempio sono esclusi i liberi professionisti non iscritti alla cassa ma alla gestione separata che hanno diritto al bonus. Se questo professionista non ha diritto al bonus di 600 euro perché non rientra, potrà presentare l’istanza per il contributo a fondo perduto?

Altra incertezza riguarda a quale mese si fa riferimento: al bonus del mese di marzo o a quello di aprile?

 

Contributo massimo

La norma non stabilisce un limite massimo, ma ponendo alcuni parametri al massimo possiamo calcolarlo.

Ad esempio, possono presentare l’istanza solo le aziende che hanno un fatturato non superiore ad € 5 milioni.

In questo caso, ipotizzando che questo fatturato massimo lo abbiano realizzato nel mese di aprile 2019 e non abbiano fatturato nulla nel mese di aprile 2020, il contributo massimo ottenibile sarebbe:

10% di 5 milioni e cioè € 500 mila.

Soggetti che hanno iniziato l’attività nel 2020

Può presentare l’istanza anche chi ha iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019: quindi dovrebbe essere incluso chi ha iniziato l’attività nel 2020. Ma quando?

Dovrebbe essere possibile per chi ha iniziato l’attività prima del 19/5/2020 (data di entrata in vigore del decreto legge), ma su questo si attendono conferme.

 

Soggetti che non hanno subito la riduzione di 1/3 del fatturato

Solo chi ha iniziato l’attività dal 2019 non deve dimostrare la riduzione del fatturato.

In questo caso come si calcolerà il contributo?

L’interpretazione più plausibile è che a questi soggetti spetterà il contributo minimo.

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